Francesco Benenato, in arte Franco Ferraù
e poi Franco Franchi, è nato nel 1928 a Palermo, nel popolare
quartiere della Vucciria. Ottavo di 14 fratelli, la madre
lavorava al monopolio dei tabacchi e papà aveva una bottega
di stoffe, ma la famiglia era tutt’altro che agiata. A quattro
anni franco era già un comico: faceva ridere tutto il quartiere.
Nella zona di piazza Sant'Onofrio, a Palermo, dove abitava,
lo conoscevano tutti. Franco frequenta le scuole fino alla
terza elementare, la scuola dell’obbligo di allora, poi è
costretto a trovare lavoro a tutti i costi. Fa un po’ di tutto
per raccattare qualche soldo e rimediare un pasto. Esuberante
e incline alla comicità, Franco è affascinato dal mondo dei
suonatori ambulanti. Nell’immediato anteguerra viene preso
in simpatia da Salvatore Polara, suonatore napoletano, capo
di un complesso di musici girovaghi che gli insegna il mestiere.
Intorno al 1945 Franchi ha 17 anni ma gia’ è in grado di proporre
nuovi numeri alla banda. Col nome di Franco Ferraù si costruisce
a poco a poco il suo personaggio. La sua scuola di recitazione
è la "posteggia", come si chiama in Sicilia il piccolo spettacolo
all'aperto. Franco Studia con attenzione Totò che diviene
col tempo una delle sue imitazioni favorite. "Totò è stato
marionetta, io sono pupo": Franco Franchi ripeterà spesso
questa frase, soprattutto negli ultimi anni, quando un accostamento
col grande Totò non sembrava più così azzardato.
Nel 1953 Franco si sposa e l’anno dopo entra
in compagnia con Ciccio. Il debutto in coppia avviene, nel
1954, al teatro Costa di Castelvetrano (Trapani) con la parodia
di “Core ‘ngrato”. La loro coppia non è basata solo sulla
contrapposizione fisica, Franco basso e tarchiato, Ciccio
alto e allampanato, ma anche sulla diversità caratteriale:
se Franco è lo zotico ed il cretino, Ciccio è il saggio con
qualche ombra di nobiltà nonostante la sua sprovvedutezza.
E questi caratteri emergono sin da quella prima parodia nella
quale Franco sfoggia gran parte del suo repertorio di smorfie
e lazzi mentre interrompe fastidiosamente e in continuazione
Ciccio, intento a cantare la canzone con grande impegno.
Il grande pubblico, quello cinematografico,
comincia a conoscere Franco e Ciccio grazie a Domenico Modugno
che li fa esordire sugli schermi nel 1960 con Appuntamento
ad Ischia di Mario Mattoli. Modugno poi li chiama in compagnia
per recitare nel suo musical Rinaldo in campo, dove
ottengono un notevole successo personale. Lasciato Modugno,
i due tornano al cinema e negli anni seguenti lavorano a ritmi
forsennati, spesso diretti da registi mediocri, spesso su
sceneggiature inconsistenti. "Spesso litigavano sulla scelta
delle sceneggiature: alla fine le accettavamo tutte, per paura
di rimanere senza lavoro", dirà poi Ciccio in un’intervista
di qualche anno fa. In dieci anni girano quasi novanta film,
42 dei quali solo nel triennio 1964-66-66, incassando in media
più di 600 milioni a film, con un budget che di rado supera
i 120 milioni. Quando il prezzo del biglietto è di 500 lire,
ben tre loro film incassano più di un miliardo: I due vigili,
I due maghi del pallone, Ma chi ti ha dato la patente?.
Alcuni, pochi, non superano i cento milioni. In totale, nel
decennio 1960-69, il loro periodo di maggior successo, i film
della coppia incassano quasi il 5% del totale degli incassi
cinematografici italiani. Ma nonostante questo successo di
pubblico la critica continua a non amarli, specie Franco,
con il suo repertorio di smorfie e lazzi che sembra persino
infastidire certi critici.
E’ Pasolini a intuire che una loro utilizzazione
in film di diversa levatura sarebbe stata fruttuosa e, proprio
accanto a Totò, li vuole nell'episodio Che cosa sono le
nuvole? di Capriccio all'italiana (1968). E su
questa scia Gianni Grimaldi, che li aveva diretti in tanti
filmetti commerciali, gli affida (Ciccio l'hidalgo e Franco
il servo Sancho Panza) il pesante fardello del Don Chisciotte"
di Cervantes. Nel 1972 arriva la prima separazione: Ciccio
ha un forte esaurimento che lo obbliga a stare lontano dal
set per lungo tempo. Franco comincia a lavorar da solo ottenendo
un discreto successo personale, quasi ad indicare che il comico
della coppia è lui. La riconciliazione avviene grazie alla
trasmissione di Mike Bongiorno Ieri e oggi . Ciccio
intanto ha lavorato con Federico Fellini, Elio Petri, Florestano
Vancini. Nel 1974 Franco accetta di interpretare il film d’esordio
di Ciccio alla regia. Per il suo secondo film, però Ciccio
sceglie l’esordiente Lino Banfi. In compenso, dopo una nuova
litigata, Franco porta con se’ lo stesso Banfi per fare una
tournee in nordamerica che aveva in programma per Ciccio.
Seguono altre crisi e altre riconciliazioni, una delle quali
in diretta a Domenica in..., complice Pippo Baudo.
"Sembravamo Liz Taylor e Richard Burton - dirà Ciccio Ingrassia
-, in quegli anni ci siamo separati più volte, pur sapendo
che sul palco non potevamo fare a meno l'uno dell'altro. Qualcuno
ci faceva reincontrare e tornavamo a lavorare assieme".
Nella carriera di Franco Franchi c'è anche
una componente musicale: è un cantante dalla voce tenorile
e dallo stile classico. Partecipa ad una edizione del Festival
di Sanremo, al Festival di Napoli (con O' divorzio),
e ad una Canzonissima. Tra le sue canzoni di maggior
successo Casanova 2000, da lui scritta, in cui ironizza
sul mito del dongiovanni, e L'ultimo dei belli.
Negli anni Ottanta la coppia torna alla
televisione, dove già ha riscosso un grande successo nell’interpretazione
del Gatto e della Volpe nel Pinocchio tv (1972) di
Luigi Comencini e i fratelli Taviani li chiamano per l'episodio
La giara del pirandelliano Kaos. Sul piccolo
schermo la mimica esasperata e l'umorismo diretto di Franco
Franchi diventano patrimonio del più vasto pubblico televisivo.
La lista delle loro partecipazioni a programmi televisivi
è lunga almeno quanto quella dei film che hanno interpretato.
Nei programmi ai quali prendono parte seguono un canovaccio
quasi sempre uguale: Ciccio è il difensore del senso comune,
della "logica" mentre Franco lo mette in difficoltà con risposte
dal sapore tra il plebeo e il surreale che alla gli fine fanno
perdere le staffe. E così questi sketch passano attraverso
spettacoli come Partitissima, Cantatutto numero
uno, varie edizioni di Canzonissima, Il gamberetto
e poi ancora Ieri e oggi, Che combinazione,
Drim, Bene, bravo bis, Avanspettacolo.
Quest' ultimo segna l’ultima apparizione della coppia. Franco
si sente male nel luglio del 1992, durante le registrazioni
dello show dedicato all’avanspettacolo e viene ricoverato
in ospedale. Durante Grand Hotel, a causa di un malore
di Ciccio, Franco aveva dovuto lavorare per cinque puntate
con Giampiero Ingrassia che aveva sostituito il padre sino
al suo rientro nelle ultime puntate. In Avanspettacolo
è Ciccio che rimane da solo, anche sei i due avevano già registrato
diverse scenette che vengono usate per il programma. Franco
rientra solo nell’ultima puntata. Dirà: "Sono stato in paradiso
ma non mi hanno voluto". Morirà tre mesi dopo, la mattina
del 9 dicembre 1992.
| Questa pagina contiene
materiale di pubblico dominio; chi avanzasse diritti di
autore e pregato di segnalarcelo |